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giovedì 15 novembre 2012

Giornata contro la violenza sulle donne








«Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne»: una fiaccolata, un Consiglio straordinario e un concorso per dire “no” ai maltrattamenti


Milano, 14 novembre 2012 – Una fiaccolata da Piazza San Babila a Palazzo Isimbardi, un Consiglio provinciale straordinario aperto alla cittadinanza e un concorso di cortometraggi per dire no alla violenza sulle donne.
Sono queste le iniziative organizzate, per giovedì 22 novembre, in occasione della «Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne», in programma domenica 25 novembre, dall’Amministrazione provinciale.
Per il terzo anno consecutivo, l’assessore alle Pari opportunità della Provincia di Milano, Cristina Stancari, ha voluto organizzare una fiaccolata per dire no alla violenza sulle donne e sensibilizzare i cittadini su questo tema cosi drammatico. Parteciperanno, oltre a numerose Istituzioni, associazioni e rappresenti del mondo dello sport, anche i ragazzi delle scuole e dei Cag del territorio provinciale.
Seguirà, alle ore 17,30 di giovedì 22 novembre, un Consiglio provinciale straordinario, aperto alla cittadinanza, durante il quale verrà presentato il  concorso di cortometraggi dedicato ai giovani dal titolo «Rompere il silenzio. Stop alla violenza di genere» (dedicato ai giovani dai 14 ai 20 anni e organizzato da dall'associazione Diamo voce a chi non ha voce) e verranno premiati i sei ragazzi vincitori della scorsa edizione. 
Durante la seduta, l’assessore Stancari illustrerà i primi risultati raccolti dall’Osservatorio permanente sulla violenza di genere, mirato a reperire, presso i centri antiviolenza del territorio, tutte le informazioni che, opportunamente elaborate, permettono di individuare, in modo definito, sia il profilo delle donne a rischio di vittimizzazione che quello del maltrattante. 
Durante il consiglio, che verrà trasmesso in diretta dalle radio web Radio MXT e Radio Fattore Famiglia, si esibiranno, in una performance, i ragazzi dello Spazio Giovani Martesana.
«Anche quest’anno, la Provincia ripropone una serie di iniziative che coinvolgeranno, in particolare, sia i cittadini del Milanese e di Milano sia il Consiglio provinciale – ha dichiarato il presidente Podestà -. Tali appuntamenti ben si innestano nell’impegno, condiviso dalla Giunta, di adottare politiche attive sul tema. Interventi capaci, insomma, di prevenire, tramite la diffusione di una cultura del rispetto, a partire dalle scuole, la violenza sulle donne. Stiamo, del resto, conducendo una battaglia di civiltà e di democrazia che intende salvaguardare le vittime invisibili di uomini privi di scrupoli. Attraverso la giornata dedicata ad un deprecabile fenomeno, desideriamo sollecitarle a denunciare maltrattamenti e soprusi, che, peraltro, incidono negativamente sulla crescita dei più piccoli. Il coraggio, non il silenzio, costituisce la migliore difesa da ogni tipo di abuso».
«Quest’anno per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne abbiamo voluto coinvolgere i più giovani perché proprio da loro deve partire la “cultura” del rispetto per le donne – ha aggiunto l’assessore alle Pari opportunità della Provincia di Milano, Cristina Stancari - Un pomeriggio per sensibilizzare i cittadini su un fenomeno, quello delle violenza sulle donne, ancora troppo frequente e spesso taciuto dalle vittime».

mercoledì 3 ottobre 2012

Milano: 8 province ed una città Metropolitana

Ragazzi questa non potevamo  non pubblicarla. Milano avrà un nuovo assetto amministrativo. Accorpamenti e tagli di province!! Ecco Il comunicato stampa dalla provincia.








Province, Cal approva nuovo assetto: otto province e una città metropolitana
Podestà: «In Lombardia abbiamo fatto “i compiti a casa” li facciano anche le altre Regioni coinvolte

Milano, 2 ottobre 2012 – Saranno ridotte a otto, più Milano, città metropolitana, le province in Lombardia. Questo è la decisione approvata con il voto dell’Assemblea del Cal (Consiglio delle autonomie locali), presieduta questa mattina da Guido Podestà. La nuova geografia istituzionale, a seguito del decreto legge 95/12, sarà composta, dunque, da Milano (Città metropolitana), le due nuove Province, Cremona e Lodi accorpate, Varese, Como, e Lecco, anch’esse accorpate. Restano immutate, invece, quelle di Pavia, Bergamo e Brescia. Proseguono il loro mandato in deroga quelle di Monza Brianza, Mantova, e Sondrio.
«Il risultato ottenuto quest’oggi rispecchia anche le difficoltà legate a una legge imperfetta e, per questo motivo, trovare una sintesi migliore non era davvero cosa semplice – ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano e del Cal, Guido Podestà -. Al termine dei lavori abbiamo imposto una condizione assoluta che impegna il governo della Regione Lombardia a premere sul governo nazionale per garantire il primo livello. Mantenere, cioè, la possibilità per i cittadini di votare con l’elezione diretta a suffragio universale. Un’opportunità che si rende indispensabile per non depotenziare e delegittimare la futura Città metropolitana e favorire, invece, ancora una volta, un gruppo di nominati non scelti dal popolo. L’altro punto qualificante della riunione è stato quello di mantenere la proposta di delibera, senza inserire Monza Brianza, nell’accorpamento delle province subalpine. Si prosegua, dunque, anche a livello nazionale verso il riordino tenendo ben presente, però, che “i compiti a casa” siano svolte da tutte le Regioni, e non solo quelle più virtuose, soprattutto, al nord. Il nostro obiettivo è mirato al raggiungimento di una buona riforma di carattere non esclusivamente notarile, che tenga in considerazione le specificità e le tradizioni dei territori. A Roma, però, non dimentichino che il nuovo assetto istituzionale disegnato non produrrà nessuna riduzione dei costi. Inoltre, è fondamentale che vengano confermati i servizi che ad oggi sono garantiti ai cittadini. In caso contrario, sarebbe un vero disastro, alla luce del fatto che la Lombardia vanta al proprio interno 10 milioni di abitanti. Un medio Stato europeo come, per esempio, il Belgio, non può essere privo di un livello intermedio di governo e di gestione dei servizi».